Beckett e Keaton: il comico e l’angoscia di esistere

Autore: Sandro Montalto
Editore: Edizioni dell’Orso, 2006

Indice del volume: 1. Le circostanze; La trama e i dettagli; La strada; La scala. La madre; La stanza; La porta, gli animali, lo specchio; Dio Padre; Il dondolo, le fotografie, gli altri animali; L’investimento; Occhi negli occhi; Il doppio, la morte – 2. La violenza dell’essere percepiti; Supplicare la morte; Una grazia? – 3. Primi appunti critici. L’antropologia, Proust, Kafka, la psicoanalisi – 4. Film nella storia del cinema; Il medium; Cinema e percezione; Ritorno al muto; Surrealismo; Definizioni; Ancora tra cinema e letteratura; Vedersi vedersi. Valéry – 5. Beckett, Keaton e l’esigenza dello schermo, Beckett e Di’, Joe; Keaton e Sherlock Junior; Due mondi a confronto – 6. Perché Buster Keaton? Il Comico e il mondo; Due parole (polemiche) su Keaton – 7. Tra cinema, filosofia e letteratura. Berkeley; Kierkegaard; Bruno, Geulinx, ecc.; Deleuze; Schopenhauer; Pirandello; Barhtes; Bergson; Hugo; Esistenzialismo, Adorno, Sartre; Dante – 8. Il comico, il silenzio e l’eredità di L’ultimo nastro di Krapp – 9. Proposte e insidie critiche – 10. Gli errori di Film. Un fallimento significante?; Consultare le fonti; Qualche altro errore – 11. Contro FIlm – 12. I remake di Film – 13. Conclusioni – Bibliografia.

Quarta di copertina di Paolo Bertinetti: «L’unica opera cinematografica di Samuel Beckett, Film, è stata finora studiata quasi esclusivamente in rapporto alle caratteristiche del suo linguaggio. Il lavoro di Sandro Montalto costituisce invece un primo, originale, avvincente tentativo di mettere in rapporto il cortometraggio beckettiano con l’intera vicenda creativa dello scrittore irlandese. Ci troviamo di fronte non solo a uno studio puntuale ed esauriente dell’atteggiamento di Beckett nei confronti dei “nuovi” mezzi di comunicazione, oltre la parola; ma anche a un’indagine attenta della relazione possibile tra Film e alcune delle principali opere beckettiane, sia narrative, sia drammatiche. Un’esplorazione di grande interesse, che arricchisce significativamente la bibliografia critica italiana sull’opera di Beckett».

Dire che si tratta di un saggio su Film è davvero riduttivo perché Montalto, scrittore e critico letterario, ha compiuto un lavoro assai più sottile e dagli esiti ben più fruttuosi: indagare l’incontro tra Beckett e Keaton per esplorare l’intero universo dell’opera beckettiana spingendosi fino a parallelismi tra Beckett e Cinema, Beckett e Filosofia, Beckett e Psicoanalisi. Dicendo così rischio di farlo apparire un testo farraginoso ed eccessivamente ambizioso. Niente di tutto questo: è coerente e chiaro (per chi mastica certi argomenti, è ovvio), puntuale nelle fonti e ricco di spunti interessanti. Il primo capitolo, con una dissezione chirurgica della pellicola beckettiana, è da manuale, ma ho apprezzato molto anche le “proposte e insidie critiche” e l’analisi degli “errori” dell’opera.


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