Con onesto amore di degradazione

Romanzi sperimentali e d’avanguardia nel secondo Novecento italiano.
Autore: Luigi Weber
Editore: Il Mulino, 2007

Indice del volume: Introduzione. Avanguardia e sperimentalismo: la «funzione Joyce» e la «funzione Beckett»; I. PER UNA TEORIA DELL’AVANGUARDIA, CONTRO UNA TEORIA DELL’AVANGUARDIA – 1. L’impossibile avanguardia: una riflessione a partire da Bauman e Bürger; 2. Romanzo e teatro, i mass-media e la società dello spettacolo; 3. Il «superamento» dell’arte; 4. Per una critica della ragione finzionale: Pavel, Doležel e i fictional worlds; 5. Tra moderno e postmoderno. Lineamenti di una genealogia di genere; 6. Le tipologie del personaggio e della sua dissoluzione; 7. La museificazione mancata: in margine a due saggi di Sanguineti; 8. Una questione terminologica: il termine «sperimentale»; 9. Idee sopra l’avanguardia: tra Lukács e Ortega y Gasset; 10. Idee sopra il romanzo; 11. Intermezzo: Austin, Searle, Genette e gli atti linguistici; 12. I limiti dell’analisi narratologica: Ricoeur, Kermode, Chatman e Brooks – II. ROMANZI E ANTIROMANZI DELLA NUOVA AVANGUARDIA ITALIANA – 1. Avanguardie europee, nuova avanguardia italiana; 2. Editor e traduttori: il ruolo di Lucentini, Del Buono e Filippini; 3. La funzione delle riviste: «il verri» e il «Menabò»; 4. Il romanzo sperimentale a Palermo; 5. Enrico Filippini: Settembre (1961) tra malattia mentale e metaromanzo; 6. La mappa dell’inferno: Hilarotragoedia (1964) e Nuovo commento (1969) di Giorgio Manganelli; 7. Adriano Spatola (anti)romanziere: la proprietà commutativa ne L’oblò (1964); 8. Tra Belacqua e Mastro Adamo: il dantismo beckettiano di Edoardo Sanguineti; 9. «L’inizio e la fine coincidendo». Partita di Antonio Porta (1967), nel labirinto di una scrittura pulsionale; 10. la «funzione Beckett» in Malerba, Celati e in altri romanzieri degli anni Sessanta; 11. Tristano di Nanni Balestrini (1966): iperromanzo e distruzione del romanzo.

Dalla scheda editoriale: Anche le rivoluzioni fallite meritano qualcuno che ne faccia la storia. Questo volume indaga una vicenda eversiva – quella del romanzo sperimentale e d’avanguardia – che ha percorso il ventesimo secolo, per poi esaurirsi, fino all’estinzione. (…) Avanguardia e sperimentalismo: che se, in questo secolo di conflitti, sono stati intesi come sinonimi, o almeno come fenomeni complementari, nella storia particolare del romanzo furono forse addirittura opposti. Una dialettica che si riconosce nella contiguità stretta, divenuta poi contrapposizione, tra James Joyce e Samuel Beckett: l’onnipotenza della parola contro una poetica dell’impotenza. E anche in seno alla letteratura italiana vi furono una «funzione Joyce» e una «funzione Beckett». (…) Alla ricostruzione circostanziata di un campo letterario in trasformazione, in cui giocarono un ruolo cruciale le riviste, gli editor e i traduttori, fanno seguito alcune puntuali letture, volte all’individuazione dell’influsso di Beckett romanziere su Manganelli e Malerba, Lucentini e Celati, Sanguineti e Spatola, Balestrini e Porta.

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