Teatro I

Titolo originale: Fragment De Théatre | Data di composizione: 1956 | Prima rappresentazione: Amburgo, Schiller Theater, maggio 1979 | Prima edizione: “Minuit”, n. 8, marzo 1984 | Edizioni italiane: Einaudi, 1980Einaudi/Gallimard, 1994

B promette ad A del cibo in scatola (“abbastanza per arrivare fino all’estate”) se questi accetterà di fargli compagnia.

Troviamo echi di Aspettando Godot e di Finale di partita in questo frammento per il teatro che Beckett scrisse sul finire del 1956, rimaneggiando un precedente abbozzo in inglese (intitolato The Gloaming) e riscrivendo il tutto in francese con lievi aggiustamenti.
Del primo capolavoro, Teatro I conserva l’ambientazione spazio-temporale: un esterno desolato (lì strada di campagna con un solo albero, qui vicolo con macerie) al calar della sera. Dal secondo mutua i tratti caratteristici dei protagonisti. Anche qui, infatti, troviamo un vecchio sulla sedia a rotelle e un derelitto. Ma il paralitico (indicato da una semplice lettera B), a differenza dell’Hamm di Finale di partita, ci vede benissimo e stavolta è l’altro (il personaggio chiamato A) ad essere completamente cieco. In comune a entrambi i capolavori c’è senza dubbio il tenore dei dialoghi: due campioni di miseria che si stuzzicano a vicenda per ingannare il tempo e distogliere la mente dalle rispettive sofferenze.
A è un violinista cieco che chiede l’elemosina all’angolo di una strada, quando sopraggiunge B sulla sua sedia a rotelle. I due iniziano a parlare, ognuno definendosi presto come il complemento dell’altro. A, il cieco, chiede a B di descrivergli ciò che c’è intorno. B, paralitico, chiede ad A di rimboccargli la coperta. In questo senso i dialoghi tra A e B sembrano veramente “scarti di lavorazione” per i dialoghi di Hamm e Clov in Finale di Partita. Il modo tra il supplice e l’autoritario con cui Hamm si rivolge a Clov è riproposto fedelmente nelle battute di B verso A. C’è un momento in cui B suggeriscce ad A di farsi compagnia a vicenda “finché morte ne segua”, ma A si rende conto ben presto che B cerca più un servitore che un amico. Il testo si interrompe quando A strappa di mano a B la pertica con cui questi aveva cominciato a percuoterlo.

Michael O’Foghludha interpreta B nella versione di “Teatro I” diretta da Jay O’Berski nel 2005.

Leggendo questo testo si ha l’impressione che Beckett abbia voluto inutilmente continuare a esplorare le dinamiche già magistralmente realizzate in Finale di Partita. Anche per questo motivo, probabilmente, il testo non crebbe mai oltre le poche pagine della stesura che venne poi pubblicata a metà degli anni Settanta e si fermò per sempre nello stato di bozza.
Ciò, comunque, non impedì che Teatro I fosse messo in scena. La prima assoluta fu quella realizzata da Walter D. Asmus per lo Schiller Theater di Amburgo nel maggio del 1979, in una serata in cui venne proposto anche Teatro II. In Italia il frammento venne portato sul palco da Giancarlo Sepe nel luglio del 1986 per il progetto Buon compleanno Samuel Beckett. I due ruoli erano interpretati da Nicola Quagliarella e Nuccio Siano.


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