Poesie in francese

Titolo originale: Poèmes | Data di composizione: 19371939 e 19461949 | Prima edizione: “Les Temps modernes”, n. 14, novembre 1946 (Gruppo 37-39), “Cahiers des Saisons” n.2, ottobre 1955 (prime tre del gruppo 46-49) e “Transition”, giugno 1948 (ultime tre del Gruppo 46-49) | Edizioni italiane: Einaudi, 1964Einaudi, 1999Einaudi, 2006 – (Quattro componimenti – Dieppe, “scorro quel corso di sabbia che frana“, “cosa farei mai senza questo mondo senza volto né domande” e “vorrei che il mio amore morisse” – figurano anche in UTET, 1973)

Indice del gruppo 1937-1939: “vengono” – “a lei l’atto tranquillo” – “essere senza mascelle né denti” – Ascensione – La Mosca – “musica dell’indifferenza” – “bevi da solo” – “così per quanto” – Dieppe – Rue de Vaugirard – Arènes de Lutèce – “fin dentro la caverna cielo e suolo”.
Indice del gruppo 1946-1949: “bene bene esiste un paese” – Morte di A.D. – “viva morta la sola mia stagione” – “scorro quel corso di sabbia che frana” – “cosa farei mai senza questo mondo senza volto né domande” – “vorrei che il mio amore morisse”.

Nell’ambito della diffusione italiana dell’opera di Beckett, con la formula “poesie in francese” ci si riferisce a due gruppi distinti di composizioni poetiche che l’autore scrisse rispettivamente prima e dopo la Seconda Guerra Mondiale. Il primo gruppo, formato da dodici composizioni, fu pubblicato sotto il titolo Poèmes 38-39 sul numero 14 (novembre 1946) del mensile parigino Les Temps modernes. Il secondo gruppo presenta invece sei composizioni: le ultime tre vennero pubblicate contemporaneamente alla loro traduzione inglese sul numero di giugno 1948 del periodico letterario Transition. Le prime tre videro la luce sette anni più tardi – e nella sola versione originale in francese – sul numero 2 (ottobre 1955) dei Cahiers de Saison.
Per quanto riguarda il gruppo composto tra il 1937 e il 1939, si possono individuare tre temi che emergono rispetto agli altri: la sfera sentimentale (oltre alle giovanili vicende tormentate con Peggy Sinclair e Lucia Joyce va ricordato soprattutto che nel 1938 inizia ufficialmente la relazione tra Beckett e Suzanne); il tema dell’indolenza e, infine, l’anticipazione di alcuni meccanismi stilistici del Beckett che verrà. A proposito della poesia Arènes de Lutèce, ad esempio, scrive Gabriele Frasca nelle note a Einaudi, 1999: “Si tratta della prima di una serie sempre più ossessionante di autoscopie nell’opera beckettiana. Lo scollamento dell’«io poetico» dall’«io personaggio» può essere considerato il primo passo verso una più scaltrita utilizzazione delle strategie «narrative» legate alla prima persona (come diverrà sempre più chiaro nella successiva Trilogia)“.
Delle sei poesie del gruppo composto tra il 1946 e il 1949 Ackerley e Gontarski (The Grove Companion To Samuel Beckett, New York, 2004) individuano i riferimenti a romanzi passati (Watt) e futuri (Come è). In particolare per quest’ultimo caso, il gioco degli opposti contenuto nei versi della poesia “viva morta la sola mia stagione” viene replicato in un passaggio del romanzo.

 

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