Una sera

Titolo originale: Un soir | Data di composizione: 4 novembre 1979 | Prima edizione: “Minuit” n. 37, gennaio 1980 | Edizioni italiane: “Idra” n. 1, Anno 2, Il Melangolo 1990 – Einaudi, 2010

Scritta lo stesso anno in cui Beckett si mise al lavoro su Mal visto mal detto, la prosa breve Una sera può a tutti gli effetti considerarsi un bozzetto di lavorazione della sua sorella maggiore. Molti gli elementi in comune: il vagare di una vecchia per i campi; il suo abbigliamento vedovile; le distese destinate al pascolo degli agnelli (con la differenza che in Mal visto mal detto le greggi abbondavano mentre qui la protagonista nota con sorpresa l’assenza di ovini in genere così numerosi in quella stagione dell’anno).
Durante il suo vagare la vecchia donna si imbatte nel corpo di un vecchio disteso tra l’erba. Beckett insiste molto nella descrizione dei colori del corpo, dei vestiti, degli elementi naturali circostanti. L’io narrante stesso, verso la fine, sembra suggerire che lo “scopo” dello scritto sia la rappresentazione di un desolato tableau vivant.
La prosa è costituita da un unico paragrafo composto da frasi brevi separate da punti, ma senza virgole. Una copia manoscritta fu donata da Beckett ad Amnesty International per un’asta.


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