Basta

Titolo originale: Assez | Data di composizione: 1966 | Prima edizione: Les Editions de Minuit, Parigi, 1966 | Edizioni italiane: Einaudi, 1969Einaudi, 2010

Tra le prose brevi di Beckett, Basta sembra essere considerata dalla critica una delle meno interessanti. Le due biografie tradotte in italiano, Bair e Knowlson, la citano solo di passaggio non degnandola di alcun commento critico. L’unico saggista che ne parla (male) è Alvarez: “un vago schizzo di un’idea che, letteralmente, non conduce da nessuna parte”.
La prosa, composta da ventotto brevi paragrafi, è narrata in prima persona da un personaggio probabilmente femminile (nel finale accenna ai suoi seni) sebbene Beckett costruisca le frasi in modo da non dover mai rivelare il sesso del protagonista. L’unico altro personaggio è un vecchio uomo che, nonostante abbia la schiena curva a causa dell’età, prosegue da tempo immemorabile una camminata, tanto da aver percorso diverse volte l’equivalente dell’equatore terrestre.
L’io narrante inizia a camminare con il vecchio fin dall’età di sei anni e lo accompagnerà per dieci. Per passare il tempo i due conversano spesso degli argomenti più impensati. Uno dei passatempi preferiti è l’aritmetica: “Quanti calcoli fatti a mente insieme piegati in due! Ci capitava di innalzare alla terza potenza dei numeri ternari interi. Certe volte sotto una pioggia torrenziale. Bene o male imprimendosi a poco a poco nella memoria i cubi si accumulavano”. Il distacco tra i due semba avvenire a causa di un malinteso, di un presunto ordine tacito del vecchio che il personaggio più giovane potrebbe aver colto o frainteso. Quest’ultimo, comunque, giudica i dieci anni trascorsi camminando con il vecchio come gli unici in cui ha veramente vissuto, come gli anni della sua formazione.
Difficile desumere interpretazioni da un testo così fragile. Se volessimo applicare lo schema cronologico alla biografia di Beckett (inizio della camminata a sei anni – distacco dal vecchio a sedici anni) dovremmo considerare il periodo che va dal 1912 al 1922 e dunque, più o meno, gli anni in cui Beckett ha frequentato la scuola. Ma nel testo sono nascosti anche altri segni come il numero tre oppure le tre costellazioni che vengono citate: la costellazione dell’Acquario (simbolo della fratellanza e della solidarietà), la costellazione della Lira (simbolo dell’armonia universale) e la costellazione del Cigno (che in ogni contesto mitologico rappresenta la luce).

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