Sedendo et quiescendo

Titolo originale: Sedendo et quiescendo | Data di composizione: 1932 | Prima pubblicazione: «Transition», marzo 1932 | Edizioni italiane: inedito

Dante e Virgilio incontrano Belacqua nel Purgatorio (incisione di Gustave Dorè. part.)

Il titolo della breve prosa deriva da Aristotele (De anima). La frase completa (Sedendo et quiescendo anima efficitur sapiens ovvero “sedendo e riposando l’anima diventa saggia”). Secondo una fonte medievale la frase sarebbe stata usata spesso dal liutaio fiorentino Belacqua (che Dante collocò poi nel suo Purgatorio) per giustificare la sua indolenza. Come sappiamo, il Belacqua dantesco è una figura totemica di tutta l’opera beckettiana e origina proprio all’inizio degli anni Trenta, quando Beckett scrive Dream of fair to middling women e Più pene che pane.
Sedendo et quiescendo
– al pari del coevo Text – è proprio un estratto di Dream of fair to middling women (coincidente con il secondo capitolo del romanzo) che Beckett volle proporre come prosa autonoma. Una prima stesura fu presentata da Beckett a Charles Prentice della casa editrice inglese Chatto & Windus con le parole “puzza di Joyce», ma Prentice, dubbioso, non ne fece nulla. Solo nel marzo del 1932 apparve su «Transition», il periodico letterario d’avanguardia fondato a Parigi da Eugène Jolas.


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